a cura di Lau
Secondo figlio maschio di Luigi XVI di Francia e di Maria Antonietta d’Austria, nacque il 27 marzo 1785.
Legittimo erede al trono (di fatto non regnò mai) dopo la morte del
fratello Luigi Giuseppe
avvenuta il 4 giugno 1789. Il 13 agosto 1792 il Delfino Louis Charles fu trasportato dai
rivoluzionari con la sua famiglia nella prigione del Temple, nel
castello di Les Tuiléries. Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI venne
decapitato ed il bambino, divenuto Re "di diritto", fu lasciato alle
cure della famiglia materna. Lì visse fino al 1793, quando fu
allontanato per essere affidato, per ordine del Comitato della Salvezza
pubblica, ad una coppia di sans-culotte, i Simon, che operarono un vero
"lavaggio del cervello".
Antoine Simon, nato a Troyes nel 1736, aveva la sua bottega da
ciabattino in Rue des Cordeliers; importante membro della Comune, era
un uomo sulla cinquantina, di corporatura pesante e già quasi
completamente sordo. Sua moglie Marie-Jeanne, una donna delle pulizie,
non era più raffinata di lui, ma aveva una certa pratica da infermiera
Il 5 Gennaio 1794 Antoine Simon lasciò il suo incarico di custode e
cominciò per Luigi XVII il periodo detto del "muramento". Lasciato solo
per sei mesi in una stanza umida e chiusa dall'esterno, lo stato fisico
e psichico del bambino si aggravò irrimediabile.
Barras, colui che fece cadere Robespierre,
emanò un atto per verificare l’identità dei prigionieri" del Temple.
Imprigionati vi erano solo Luigi XVII, al secondo piano, e sua sorella,
al terzo. Barras ordinò che le condizioni di detenzioni del bambino
venissero migliorate, ma erano ormai troppo compromesse perché potesse
sopravvivere.
Morì l'8 giugno 1795, la notizia fu segnalata da un atto ufficiale, redatto a
Parigi il 12 giugno 1795, che stabilì la causa alla tubercolosi. Fu
sotterrato nella fossa comune del cimitero di Sainte Marguerite a
Parigi.
Il mancato ritrovamento del corpo di Luigi XVII ha alimentato una serie
di leggende secondo cui fu fatto sparire dai rivoluzionari, per ordine
di Robespierre che lo riteneva una figura troppo ingombrante, oppure
che riuscì a fuggire e fu sostituito, all’interno del carcere, da un
altro coetaneo perché ne prendesse il suo posto.
Il 19 aprile 2000 la scienza genetica ha finalmente svelato il mistero:
Dopo la morte del Delfino, Pelletan fu incaricato di eseguirne l'autopsia; non si sa bene con
quale intento, in tale circostanza il medico asportò segretamente il
cuore del ragazzo e lo rinchiuse in un’urna di vetro riempita d’alcool
che mise nella propria biblioteca. Rubato da uno studente di medicina,
il cuore fu di nuovo derubato, nel 1830, all'Arcivescovo di Parigi. Fu
restituito, in seguito, alla famiglia d'Orléans, per poi passare nelle
mani dei Borboni spagnoli. Il Duca di Beauffremont, leader dei
legittimisti, ne ebbe il possesso nel 1975 e si lasciò difficilmente
convincere a dare la sua autorizzazione affinché il cuore lasciasse
provvisoriamente la cripta della Basilica di Saint-Denis, dov'era
gelosamente custodito, per essere interrogato dagli specialisti in
genetica di due laboratori europei indipendenti, in Belgio ed in
Germania.
Confrontando il DNA mitocondriale tratto dai tessuti del cuore
mummificato con ciocche di capelli della madre, di due delle sue
sorelle e di due suoi parenti ancora in vita, risulta chiaro che le
sequenze genetiche sono identiche.